MIDO JOURNAL 24 – 26 feb. 2018 L’affluenza è stata straordinaria anche all’edizione del Mido 2018. La Mostra Internazionale Dell’Occhialeria è diventata una passerella dominante nel quadro delle nuove tendenze del sistema moda, dove non c’è designer o start up che non brami prepotentemente di avere degli occhiali nel proprio catalogo. Ulteriore conferma delle nostre predicazioni che gli occhiali, da mere protesi bioniche, sono balzati ad essere dei veri MEZZI DI SEDUZIONE DI MASSA, Medios de Seducciòn Masiva, per citare la sublime Kadima, grande ed eccelsa iniziatrice del movimento ArteOjos di Valencia. Nella Repubblica degli Occhi, dove tutto è cominciato, plaudiamo a questo favore planetario ai meriti di ingegno creatività e lavoro, che stanno dietro al successo di questa piccola grande invenzione umana. I dati rivelati da Anfao, organizzatrice del Mido, dicono che nella Repubblica degli Occhi si produce la quasi totalità degli occhiali in Italia, la cui quota parte mondiale è del 23 per cento. Sono 100 milioni di montature, in soldoni 2.520 milioni di euro. Il 90 per cento di questo valore è prodotto nella Repubblica degli Occhi, grosso modo 50 Comuni tra le Dolomiti Bellunesi e le Prealpi Trevigiane. Questo valore che scorre lungo il bacino del Piave, come una volta accadeva ai beni fluttuati dai zattieri in Laguna, in realtà proviene per oltre il cinquanta per cento da una sola proprietà aziendale, e un altro trenta per cento da altre due minori. Una concentrazione di produzione e ricchezza del tutto avversa alle condizioni di economia ambientale del Distretto e delle oltre 600 piccole imprese che ci resistono, dove per economia ambientale intendiamo non solo il rispetto dell’ambiente ecologico ma anche del tessuto economico che ci vive e dove la moltiplicazione delle specie è favorita oltre che possibile, come in natura. Vediamo invece che è in atto una concentrazione finanziaria e industriale nel settore degli occhiali che crea un ambiente di incompatibilità per altre specie contigue, cioè aziende, destinate a soccombere, e all’estinzione. Tuttavia alcune nuove specie di aziende e specialità manifatturiere nascono, o rinascono, resistono, persino si rafforzano, riuscendo a portare i loro prodotti all’attenzione del pubblico senza pagare il prezzo di una notorietà comprata con l’esborso di royalties a qualche griffe. Vale per tutti l’esperienza di Pramaor con Blackfin, creatore unico di un design contemporaneo di occhiali, inarrivabile anche per le grandi case, espressione della vera e viva classe di artefici di montagna a cui nessun materiale conserva segreti, tantomeno il titanio puro. Negli occhiali Blackfin il titanio diventa pasta metallica luminosa e illuminante, forgiando un nuovo superbo linguaggio urbano degli occhi, con stile e predicazione, e conquista i consumatori di ogni cultura e latitudine. La rockstar dei nuovi creativi dei Monti Pallidi. Torneremo a parlare di loro, e di altri. Per ora vi alleghiamo i link per un giro sui saloni del Mido.

http://www.mido.com

http://www.mido.com/en/press-clippings

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